Decadenza NASpI: quando perdi il sussidio e come evitarlo
Te lo diciamo noi: la NASpI decade — cioè si estingue definitivamente — in specifici casi previsti dal D.Lgs. 22/2015. Le cause più comuni sono il rifiuto di un’offerta di lavoro congrua, il mancato avviso all’INPS quando trovi un nuovo impiego e il ritiro volontario dal mercato del lavoro. Se sai in anticipo cosa comporta ogni situazione, puoi evitare di perdere l’indennità per un errore che si poteva prevenire.
Cosa devi sapere subito
- La decadenza è definitiva: non si recupera la NASpI persa, si può solo presentare una nuova domanda con nuovi requisiti
- Hai 30 giorni per comunicare all’INPS qualsiasi variazione di reddito o attività lavorativa
- Il rifiuto di un’offerta di lavoro congrua fa decadere l’indennità immediatamente
- La sospensione è diversa dalla decadenza: la prima è temporanea, la seconda è permanente
- INPS può chiedere la restituzione delle somme percepite se non hai comunicato un evento rilevante
Che differenza c’è tra sospensione e decadenza NASpI
Prima di elencare le cause, è utile chiarire due parole che si usano spesso in modo intercambiabile ma che non significano la stessa cosa.
Sospensione: la NASpI si ferma per un periodo definito. Finito quel periodo, riprende da dove si era interrotta. Esempio: trovi un lavoro subordinato a tempo determinato che dura meno di sei mesi. Durante quei mesi l’indennità si sospende. Quando il contratto finisce, la NASpI riprende per il tempo residuo.
Decadenza: il diritto si estingue. Non riprende. Non importa quanto tempo fosse ancora rimasto: finisce lì. Per avere di nuovo un’indennità di disoccupazione devi maturare un nuovo diritto, con una nuova cessazione involontaria del lavoro e nuovi requisiti contributivi.
Capire questa distinzione ti evita sorprese. Se INPS ti comunica una sospensione, puoi aspettare che riprenda. Se ti comunica una decadenza, devi ripartire da zero.
Le cause di decadenza previste dalla legge
Il D.Lgs. 22/2015 elenca le cause di decadenza all’articolo 9. Non sono molte, ma è bene conoscerle tutte.
1. Perdita dello stato di disoccupazione
Quando hai perso il lavoro e hai presentato domanda NASpI, ti sei iscritto al Centro per l’Impiego come disoccupato. Quella condizione ha delle regole. Se smetti di essere disponibile al lavoro — ad esempio perché ti ritiri volontariamente dalla ricerca — perdi lo stato di disoccupazione. E con quello, la NASpI.
Lo stato di disoccupazione si perde anche se non partecipi alle convocazioni del Centro per l’Impiego senza giustificazione. In quel caso ti comunicano prima la sospensione, poi la decadenza se la situazione non si risolve.
2. Inizio di attività lavorativa autonoma o d’impresa senza comunicazione
Se apri una partita IVA o avvii un’attività in proprio, devi comunicarlo a INPS entro 30 giorni. Se non lo fai, e INPS lo scopre — e lo scopre, perché incrocia i dati con l’Agenzia delle Entrate — scatta la decadenza. Peggio ancora: ti chiedono indietro tutto quello che hai preso dal momento in cui hai iniziato l’attività.
3. Raggiungimento dei requisiti per la pensione
Se durante la NASpI maturi i requisiti per la pensione di vecchiaia o anticipata, la NASpI decade. Non si cumula con la pensione. INPS lo gestisce d’ufficio, ma è bene sapere che la situazione si chiude automaticamente.
4. Acquisizione del diritto all’Assegno di Inclusione o altra prestazione incompatibile
Alcune prestazioni non sono compatibili con la NASpI. Se ottieni una misura di sostegno al reddito incompatibile, la NASpI cessa. Verifica sempre la compatibilità prima di presentare domanda per altre prestazioni INPS.
5. Rifiuto di un’offerta di lavoro congrua
Questa è la causa che genera più domande. Il Centro per l’Impiego o un operatore pubblico può proporre un’offerta di lavoro. Se l’offerta è “congrua” e la rifiuti, perdi la NASpI.
Ma quando un’offerta è congrua? Il decreto ministeriale del 2017 (aggiornato negli anni successivi) definisce tre criteri:
| Criterio | Cosa significa |
|---|---|
| Distanza | La sede di lavoro deve essere raggiungibile: entro 50 km o 80 minuti con mezzi pubblici se sei disoccupato da meno di 12 mesi; qualsiasi distanza nel territorio nazionale oltre i 12 mesi |
| Retribuzione | Non inferiore del 20% rispetto all’importo della NASpI che stai percependo |
| Inquadramento professionale | Coerente con le tue competenze, oppure di livello inferiore se sei disoccupato da più di 12 mesi |
Se l’offerta non rispetta uno di questi criteri, non è congrua e puoi rifiutarla senza conseguenze. Se li rispetta tutti e la rifiuti, la NASpI decade.
Cosa succede quando trovi lavoro durante la NASpI
Trovare lavoro non è automaticamente una causa di decadenza. Dipende dal tipo di lavoro e da come lo gestisci con INPS.
Lavoro subordinato a tempo indeterminato
La NASpI decade. Hai trovato un nuovo lavoro stabile: l’indennità di disoccupazione finisce. Devi comunicarlo a INPS entro 30 giorni.
Lavoro subordinato a tempo determinato o part-time
Qui si apre uno scenario più articolato.
Se il contratto ha una retribuzione annua lorda superiore a 8.000 euro, la NASpI si sospende per tutta la durata del contratto e riprende alla fine.
Se il contratto ha una retribuzione annua lorda inferiore a 8.000 euro, puoi chiedere di continuare a percepire la NASpI in forma ridotta. INPS calcola la quota compatibile. Ma devi comunicarlo entro 30 giorni dall’inizio del lavoro. Se non comunichi, INPS considera la NASpI non dovuta dal giorno dell’assunzione e ti chiede indietro tutto.
Lavoro autonomo o partita IVA
Se prevedi un reddito annuo inferiore a 5.500 euro, puoi continuare a percepire la NASpI ridotta. Sopra quella soglia, la NASpI si sospende.
Anche qui: comunicazione entro 30 giorni, sempre.
Lavoro occasionale
I compensi da lavoro occasionale fino a 5.000 euro annui non influiscono sulla NASpI. Sopra quella soglia, scatta la sospensione.
Come si calcola la NASpI ridotta quando lavori
Se hai diritto alla NASpI ridotta perché hai trovato un lavoro con reddito sotto soglia, INPS applica una formula precisa.
Carta alla mano: la NASpI ridotta si ottiene sottraendo all’importo pieno dell’indennità l’80% del reddito mensile da lavoro.
Esempio pratico:
- NASpI mensile: 900 euro
- Reddito mensile dal nuovo lavoro: 500 euro
- 80% di 500 = 400 euro
- NASpI ridotta: 900 – 400 = 500 euro al mese
Non è un bonus: è una tutela per chi trova lavoro parziale. Il meccanismo incentiva a comunicare il reddito e a non stare nel grigio.
I 30 giorni che non devi dimenticare
Il termine di 30 giorni per comunicare variazioni a INPS è tassativo. Non è indicativo. Non c’è quasi mai una proroga automatica.
Cosa devi comunicare entro 30 giorni:
- Inizio di un nuovo rapporto di lavoro subordinato
- Apertura di partita IVA o attività autonoma
- Avvio di un’attività d’impresa
- Qualsiasi variazione del reddito che possa superare le soglie previste
Come si comunica: accedi al portale INPS con SPID, CIE o CNS. Nella sezione dedicata alla NASpI trovi il modulo di comunicazione delle variazioni. Oppure puoi rivolgerti a un patronato, che lo fa per te gratuitamente.
Se superi i 30 giorni, INPS può contestarti la percezione indebita dell’indennità dal giorno dell’evento non comunicato. In alcuni casi applica sanzioni aggiuntive.
Cosa fa INPS quando sospetta una decadenza
INPS non aspetta che tu dichiari tutto. Incrocia i dati con:
- Agenzia delle Entrate (aperture di partita IVA, redditi dichiarati)
- INAIL (infortuni e denunce di lavoro)
- Fondi di previdenza complementare
- Comuni (residenza, stato civile)
- Centro per l’Impiego (presenza alle convocazioni)
Se emerge un’incongruenza, INPS apre un procedimento di verifica. Ti arriva una comunicazione che ti dà tempo per rispondere e produrre documentazione. Se la verifica conferma la decadenza, ti notificano la cessazione dell’indennità e l’eventuale richiesta di restituzione.
Puoi fare ricorso. Il termine è 90 giorni dalla notifica del provvedimento. Il ricorso si presenta tramite il portale INPS o tramite un patronato.
Lavoro in nero e NASpI: cosa rischi
Se lavori in nero mentre percepisci la NASpI, rischi tre cose contemporaneamente:
- Decadenza della NASpI dal giorno in cui è iniziato il lavoro non comunicato
- Restituzione di tutte le somme percepite nel periodo di lavoro irregolare
- Sanzioni amministrative per percezione indebita di prestazioni previdenziali
Oltre a questo, il datore di lavoro che ti ha assunto in nero rischia sanzioni proprie. Non è una situazione che si risolve facilmente.
Se ti trovi in una situazione di questo tipo e vuoi regolarizzarla, rivolgiti a un patronato prima che INPS apra una verifica. In alcuni casi è possibile gestire la situazione in modo meno traumatico se ci si muove in modo proattivo.
Quando la NASpI non decade: i casi che preoccupano ma non sono un problema
Alcune situazioni sembrano pericolose ma non causano decadenza.
Malattia: la malattia non fa decadere la NASpI. Se sei malato e non puoi lavorare, comunica l’evento all’INPS. La NASpI continua (o si sospende solo per le giornate di eventuale indennità malattia INPS, ma poi riprende).
Maternità: la maternità durante la NASpI non causa decadenza. Hai diritto all’indennità di maternità e la NASpI si sospende per quel periodo, poi riprende per il tempo residuo.
Volontariato non retribuito: non causa decadenza se non genera reddito.
Formazione finanziata: partecipare a corsi di formazione organizzati dal Centro per l’Impiego non solo non causa decadenza, ma è obbligatorio se te lo propongono.
Come fare passo passo se la tua situazione cambia durante la NASpI
- Individua l’evento: hai trovato lavoro, aperto partita IVA, ricevuto un’offerta congrua o cambiato in modo significativo la tua disponibilità al lavoro
- Verifica se è causa di decadenza, sospensione o è compatibile: usa la tabella sopra come riferimento rapido, poi consulta il portale INPS per la tua situazione specifica
- Accedi al portale INPS con SPID, CIE o CNS entro 30 giorni dall’evento
- Vai alla sezione NASpI e cerca il modulo di comunicazione variazioni
- Compila e invia la comunicazione con i dati del nuovo lavoro o dell’attività avviata
- Conserva la ricevuta della comunicazione: è la tua prova che hai rispettato i termini
- Aspetta la risposta INPS: ti comunicano se la NASpI continua ridotta, si sospende o decade
- In caso di contestazione, rivolgiti a un patronato per valutare un eventuale ricorso
Fonti ufficiali
- INPS – NASpI: indennità mensile di disoccupazione
- Normattiva – D.Lgs. 4 marzo 2015, n. 22 (Jobs Act – NASpI)
- INPS – Circolare 94/2015 sulle regole di decadenza NASpI
- Decreto Ministeriale 10 aprile 2018 – Offerta di lavoro congrua
Le cose che chiedete più spesso
Se trovo lavoro part-time perdo la NASpI?
Non necessariamente. Se comunichi il nuovo lavoro all’INPS entro 30 giorni e il reddito annuo è sotto 8.000 euro, puoi continuare a prendere una parte della NASpI ridotta. La formula è: NASpI piena meno l’80% del reddito mensile. Se non comunichi, scatta la decadenza e INPS chiede indietro tutto.
Cosa succede se rifiuto un’offerta di lavoro congrua?
Perdi la NASpI. Il rifiuto di un’offerta congrua è una causa di decadenza prevista dal D.Lgs. 22/2015. L’offerta è congrua se rispetta distanza, retribuzione minima (non sotto il 20% della NASpI) e coerenza professionale. Se hai dubbi sulla congruità dell’offerta, chiedilo al Centro per l’Impiego prima di rispondere.
La NASpI decade se mi ammalo?
No. La malattia sospende temporaneamente alcune giornate di indennità se hai diritto anche all’indennità malattia INPS, ma non fa decadere la NASpI. Comunica l’evento malattia nei termini previsti per non perdere le giornate coperte.
Se apro la partita IVA perdo la NASpI?
Non subito e non sempre. Se comunichi l’apertura entro 30 giorni e il reddito annuo previsto è sotto 5.500 euro, la NASpI continua in forma ridotta. Oltre quella soglia, la NASpI si sospende. Se non comunichi nulla, decade.
Posso recuperare la NASpI dopo la decadenza?
No. Una volta decaduta, quella NASpI è persa. Non c’è modo di recuperarla. Puoi presentare una nuova domanda solo se maturi un nuovo diritto: una nuova cessazione involontaria del lavoro con i requisiti contributivi necessari.
Cosa significa «sospensione» rispetto a «decadenza»?
La sospensione è temporanea: la NASpI si ferma e poi riprende dal punto in cui si era interrotta. La decadenza è definitiva: il diritto finisce e non torna. Se INPS ti comunica una sospensione, aspetti. Se ti comunica una decadenza, ricomincia da zero.
Entro quanto devo comunicare all’INPS che ho trovato lavoro?
Entro 30 giorni dall’inizio del nuovo rapporto di lavoro o dall’apertura della partita IVA. Non ci sono eccezioni automatiche. Se superi il termine, INPS considera non dovuta la NASpI percepita dal giorno dell’evento e avvia il recupero delle somme.
Questo contenuto ha finalità puramente informative e divulgative. Non costituisce consulenza legale né sostituisce il parere di un avvocato o di un professionista qualificato. Per la tua situazione specifica, rivolgiti a un professionista di fiducia.