Tempi pagamento NASpI: quando arriva il primo accredito
Te lo diciamo noi: il primo pagamento della NASpI arriva in media entro 30-45 giorni dalla presentazione della domanda. I tempi esatti dipendono da quando hai fatto domanda, dalla completezza dei documenti e dai tempi di lavorazione della sede INPS competente. Se la domanda è in regola, l’accredito su IBAN italiano scatta entro questo intervallo. Se aspetti oltre 60 giorni, c’è qualcosa da verificare.
Cosa devi sapere subito
- Il primo pagamento arriva in media in 30-45 giorni dalla domanda
- La NASpI non ha una data fissa mensile: l’accredito dipende da quando è stata approvata la tua domanda
- Devi comunicare un IBAN italiano nel modulo di domanda: senza, il pagamento si blocca
- Puoi controllare lo stato della tua domanda in qualsiasi momento su MyINPS
- Se la domanda è respinta o incompleta, il pagamento non parte finché non risolvi il problema
Da quando decorre la NASpI: il punto di partenza
Prima di parlare di quando arriva il pagamento, devi sapere da quando parte il conteggio. La NASpI non decorre automaticamente dal giorno in cui perdi il lavoro.
Secondo il D.Lgs. 22/2015, la decorrenza funziona così:
- Se presenti la domanda entro 8 giorni dalla cessazione del rapporto: la NASpI parte dall’ottavo giorno successivo alla fine del contratto.
- Se presenti la domanda dopo l’ottavo giorno: la NASpI parte dalla data di presentazione della domanda stessa.
In entrambi i casi, hai un termine massimo di 68 giorni dalla cessazione per fare domanda. Se superi i 68 giorni, perdi il diritto alla NASpI per quel periodo.
Esempio concreto. Hai smesso di lavorare il 1° maggio 2026. Se presenti la domanda entro il 9 maggio, la NASpI parte dal 9 maggio (ottavo giorno). Se la presenti il 20 maggio, la NASpI parte dal 20 maggio. I giorni tra il 9 e il 20 maggio li perdi per sempre.
Questo dettaglio conta perché determina l’importo del primo accredito: l’INPS non paga da un giorno fisso del mese, ma dalla data di decorrenza indicata nel provvedimento.
Quanto ci vuole davvero: i tempi medi di liquidazione
La legge non fissa un termine tassativo entro cui l’INPS deve pagare la prima rata della NASpI. In pratica, i tempi si compongono di tre fasi.
| Fase | Durata media |
|---|---|
| Ricezione e assegnazione della domanda | 3-7 giorni |
| Lavorazione e verifica requisiti | 15-30 giorni |
| Liquidazione ed elaborazione del pagamento | 7-10 giorni |
| Totale stimato | 25-47 giorni |
Questi tempi valgono per le domande complete, senza anomalie. Se l’INPS deve fare verifiche aggiuntive (contributiva non allineata, contratto di lavoro atipico, documentazione mancante), i tempi si allungano. Non c’è modo di sapere in anticipo quanto.
Cosa succede se sei in una città grande. Le sedi metropolitane (Milano, Roma, Napoli) tendono ad avere più domande in coda rispetto ai capoluoghi più piccoli. I tempi medi possono allungarsi di 10-15 giorni rispetto alla media nazionale. Non è una certezza, ma è un dato che si riscontra storicamente.
Come controllare lo stato della domanda su MyINPS
Non devi aspettare nel buio. Puoi verificare dove sei arrivato in qualsiasi momento.
- Vai su MyINPS e accedi con SPID, CIE o CNS.
- Nella tua area personale, cerca «Le mie prestazioni».
- Trova la domanda NASpI nell’elenco.
- Leggi lo stato: ricevuta, in lavorazione, accolta, respinta, sospesa.
Cosa significano gli stati:
- Ricevuta: la domanda è entrata nel sistema, ma non è ancora stata assegnata a un operatore.
- In lavorazione: un operatore la sta esaminando. Non fare nulla, aspetta.
- Accolta: la domanda è approvata. Il pagamento è in preparazione. Controlla che l’IBAN sia corretto.
- Respinta: la domanda è stata rifiutata. Trovi il motivo nel provvedimento allegato. Hai 30 giorni per fare ricorso amministrativo all’INPS o 60 giorni per il ricorso al giudice del lavoro.
- Sospesa: l’INPS ha bisogno di integrazioni documentali. Trovi una comunicazione con cosa serve.
Se la domanda è «accolta» ma il pagamento non è ancora arrivato, aspetta almeno 10-15 giorni dall’accoglimento prima di preoccuparti.
Come fare passo passo per non perdere tempo
Se sei ancora nella fase di presentazione della domanda, segui questi passaggi nell’ordine giusto.
- Presenta la domanda entro 68 giorni dalla cessazione. Prima lo fai, meglio è. Ogni giorno in ritardo potrebbe toglierti giorni di indennità.
- Inserisci l’IBAN corretto. Deve essere un IBAN italiano. Conto corrente, libretto postale o carta ricaricabile con IBAN vanno bene. Verifica ogni cifra.
- Allega tutti i documenti richiesti. Documento di identità valido, codice fiscale, eventuale documentazione sul contratto. Se la domanda passa per patronato o CAF, loro gestiscono la checklist.
- Tieni d’occhio MyINPS. Controlla lo stato ogni 7-10 giorni. Se ti arriva una comunicazione di integrazione, rispondi entro i termini indicati.
- Quando la domanda è accolta, scarica il provvedimento. Controlla la data di decorrenza, l’importo mensile e il numero di mensilità spettanti.
- Aspetta il primo accredito entro 15 giorni dall’accoglimento. Se dopo 15 giorni dall’accoglimento non è arrivato nulla, chiama il Contact Center INPS al numero 803 164 (gratuito da fisso) o 06 164164 (a pagamento da mobile).
Perché il pagamento non arriva: le cause più comuni
Se sei oltre i 45-50 giorni dalla domanda e il conto è ancora vuoto, le cause sono quasi sempre le stesse.
IBAN errato o mancante. È il problema numero uno. Se hai inserito un IBAN sbagliato, il bonifico torna indietro e il pagamento si blocca. Vai su MyINPS, sezione «Dati di pagamento», e correggi. L’INPS non ti chiama: devi farlo tu.
Domanda in stato «sospesa». Hai ricevuto una richiesta di integrazione documentale e non hai risposto entro i termini. Accedi a MyINPS, leggi la comunicazione e invia quanto richiesto.
Codice fiscale non allineato. In alcuni casi c’è una discrepanza tra il codice fiscale nell’Anagrafe tributaria e quello nella domanda. Il patronato o il CAF possono aiutarti a verificarlo.
Posizione contributiva non congruente. L’INPS sta verificando se hai effettivamente i 13 settimane di contributi negli ultimi 4 anni richiesti dalla legge. In questo caso la lavorazione si allunga.
Domanda presentata a ridosso di fine mese. Le elaborazioni dei pagamenti avvengono in blocchi. Se la tua domanda è stata accolta il 28 del mese, il pagamento potrebbe slittare al ciclo successivo.
Quanto ricevi nel primo pagamento
Il primo accredito non è sempre una mensilità piena. Dipende dalla data di decorrenza.
Se la tua NASpI decorre dal 15 maggio, il primo pagamento copre solo la seconda metà di maggio: ricevi circa metà dell’importo mensile. Il mese di giugno sarà il primo accredito completo.
L’importo mensile della NASpI si calcola così:
- Primi 2.425 euro di retribuzione media mensile imponibile: ricevi il 75%.
- Quota eccedente i 2.425 euro: aggiungi il 25% sulla parte eccedente, fino a un massimo di legge (aggiornato annualmente dall’INPS).
- Il massimale 2026 è fissato da INPS nella circolare annuale sulle prestazioni: verifica il valore aggiornato sul sito INPS.
La NASpI si riduce del 3% ogni mese a partire dal quarto mese di fruizione. Quindi il primo pagamento è sempre l’importo più alto dell’intera prestazione.
Cosa fare se il pagamento è in ritardo o mancante
Hai aspettato oltre 50 giorni dalla domanda, hai controllato MyINPS e la domanda risulta «accolta», ma i soldi non sono arrivati. Ecco cosa fare nell’ordine.
Primo passo: verifica l’IBAN su MyINPS. Non è paranoia ripeterlo. È la causa numero uno di ritardi.
Secondo passo: chiama il Contact Center INPS. Numero gratuito da fisso: 803 164. Da cellulare: 06 164164 (tariffe del tuo operatore). Il servizio è attivo dal lunedì al venerdì, 8:00-20:00, il sabato 8:00-14:00. Chiedi lo stato del pagamento e fatti dare un numero di riferimento della chiamata.
Terzo passo: apri un ticket tramite MyINPS. Se la telefonata non risolve, usa la funzione «Contatta INPS» nel portale. Descrivi il problema, indica il numero di protocollo della domanda e allega la schermata dello stato «accolta». Hai traccia scritta di tutto.
Quarto passo: rivolgiti a un patronato. Se dopo 10 giorni dalla segnalazione non hai risposta, un patronato (INCA CGIL, INAS CISL, ITAL UIL, o altri) può fare pressione formale sulla sede INPS competente. Il servizio è gratuito.
Quinto passo: diffida formale. Se i tempi si allungano oltre ogni ragionevole limite (90+ giorni senza risposta), puoi inviare una diffida formale tramite raccomandata A/R alla sede INPS competente. Non è frequente che si arrivi a questo, ma è uno strumento che esiste.
NASpI e lavoro: cosa cambia sui tempi di pagamento
Trovare lavoro mentre aspetti la NASpI complica il quadro. Ecco le regole principali.
Lavoro dipendente a tempo determinato con reddito basso. Se il reddito annuo previsto non supera 8.145 euro (soglia 2026, verifica aggiornamenti INPS), puoi cumulare NASpI e stipendio. Devi però comunicare all’INPS entro 30 giorni l’inizio del rapporto di lavoro. L’INPS riduce la NASpI dell’80% del reddito che prevedi di percepire. Se non comunichi, rischi la decadenza.
Lavoro dipendente a tempo indeterminato. La NASpI si estingue. Devi comunicarlo all’INPS entro 30 giorni. In cambio, puoi richiedere l’incentivo alla rioccupazione: l’INPS anticipa al datore di lavoro una quota della NASpI residua come contributo all’assunzione.
Lavoro autonomo o attività d’impresa. Se il reddito annuo non supera 5.500 euro, puoi cumulare NASpI e reddito. Devi comunicarlo entro 30 giorni dall’inizio attività. Sopra 5.500 euro, la NASpI si estingue.
In tutti i casi: comunicare è sempre meglio che tacere. L’INPS incrocia le banche dati. Se scopre una comunicazione omessa, chiede la restituzione degli importi percepiti.
Fonti ufficiali
- INPS — Scheda informativa NASpI: requisiti, importi, modalità di domanda e decadenza.
- Normattiva — D.Lgs. 22/2015: il testo di legge che regola la NASpI, incluse le norme su decorrenza e pagamento.
- INPS — Circolari annuali massimali prestazioni: per verificare i massimali aggiornati dell’anno in corso.
- MyINPS — Area personale: per controllare lo stato della domanda e i dati di pagamento.
Le cose che chiedete più spesso
Quanto tempo passa tra la domanda NASpI e il primo pagamento?
In media 30-45 giorni dalla presentazione della domanda. Se la domanda è completa e non ci sono verifiche aggiuntive, l’INPS liquida entro questo intervallo. Il conteggio parte dalla data di presentazione, non dalla data in cui hai smesso di lavorare.
Perché la NASpI non è ancora arrivata dopo 60 giorni?
Controlla lo stato della domanda su MyINPS. Le cause più comuni sono: domanda incompleta, documento di riconoscimento scaduto nel frattempo, IBAN non comunicato o con un errore. Se la domanda risulta «in lavorazione», aspetta altri 15 giorni. Se è «accolta» ma non pagata, chiama il Contact Center INPS al 803 164.
La NASpI viene pagata il primo del mese?
No. L’INPS non ha una data fissa mensile uguale per tutti. Il pagamento dipende da quando è stata approvata la tua domanda e dal ciclo di elaborazione. Gli accrediti arrivano in più ondate durante il mese, non tutti nello stesso giorno.
Cosa succede se ho sbagliato l’IBAN nella domanda NASpI?
Devi correggere l’IBAN subito tramite MyINPS, nella sezione dedicata ai dati di pagamento. Il bonifico che non va a buon fine viene sospeso. Non perdi l’importo: si blocca in attesa che tu inserisca un IBAN valido. Appena correggi, il pagamento riparte nel ciclo successivo.
Ricevo la NASpI anche per il mese in cui ho fatto la domanda?
Dipende dalla data di decorrenza. Se la NASpI decorre dal 15 del mese, il primo accredito copre solo la seconda metà. Controlla la data di decorrenza nel provvedimento di accoglimento che trovi su MyINPS: è il riferimento ufficiale per sapere da quando ti spetta.
Posso ricevere la NASpI su un conto corrente straniero?
No. L’INPS accredita solo su IBAN italiano. Se non hai un conto in Italia, puoi aprire un conto base presso qualsiasi banca o ufficio postale italiano, oppure usare una carta ricaricabile con IBAN italiano di un istituto di pagamento autorizzato.
Se trovo lavoro prima che arrivi il primo pagamento, perdo la NASpI?
Non automaticamente. Dipende dal tipo di contratto e dal reddito previsto. Per il lavoro a tempo determinato sotto gli 8.145 euro annui, puoi cumulare. Per il tempo indeterminato, la NASpI si estingue ma puoi accedere all’incentivo alla rioccupazione. Comunica sempre all’INPS entro 30 giorni dall’inizio del nuovo lavoro.
Ultimo aggiornamento: 11 giugno 2026. Revisione successiva prevista entro il 8 dicembre 2026. Aggiornati i riferimenti ai massimali e ai termini di comunicazione per lavoro cumulabile con NASpI.