NASpI anticipata: come averla in un’unica soluzione per aprire la partita IVA
Te lo diciamo noi: la NASpI anticipata è una liquidazione in unica soluzione delle rate di disoccupazione ancora da percepire. Puoi chiederla all’INPS se vuoi aprire una partita IVA o entrare come socio lavoratore in una cooperativa. Non è un bonus extra: è la tua NASpI, tutta insieme, anticipata. Il punto è sapere quando conviene e come si richiede.
Cosa devi sapere subito
- Puoi ricevere tutte le rate residue di NASpI in un’unica soluzione, se apri la partita IVA
- L’importo è quello che ti restava da percepire: niente di più, niente di meno
- Devi fare domanda prima di aprire la partita IVA, non dopo
- Hai 30 giorni dall’apertura dell’attività per comunicarlo all’INPS
- L’importo è soggetto a tassazione IRPEF ordinaria
Cos’è la NASpI anticipata e chi può richiederla
La NASpI anticipata si chiama tecnicamente “incentivo all’autoimprenditorialità”. Il nome è burocratico, il meccanismo è semplice.
Se percepisci la NASpI a rate mensili e decidi di avviare un’attività in proprio, puoi chiedere all’INPS di pagarti in un colpo solo tutto quello che ti resta da percepire. Nessun rateo futuro: prendi tutto adesso, apri la tua attività, vai avanti.
Chi può farlo:
- Chi è titolare di NASpI in corso
- Chi vuole avviare un’attività di lavoro autonomo con partita IVA
- Chi vuole associarsi a una cooperativa come socio lavoratore
- Chi vuole acquistare una quota di partecipazione in una cooperativa
Chi non può farlo:
- Chi ha già aperto la partita IVA prima di fare domanda
- Chi vuole avviare una SRL come semplice socio non lavoratore
- Chi ha già terminato il periodo di NASpI
- Chi ha rate residue pari a zero (ovviamente)
Il riferimento normativo è l’articolo 8 del Decreto Legislativo 4 marzo 2015, n. 22, che ha istituito la NASpI. La misura era già prevista nel vecchio sistema ASPI, ed è stata confermata e strutturata in modo definitivo.
Quanto ricevi: come si calcola l’importo
L’importo della NASpI anticipata non è stabilito a discrezione dell’INPS. Si calcola in modo preciso.
Formula base:
Rate mensili residue × importo mensile netto della tua NASpI = somma che ricevi
Se percepisci 900 € al mese di NASpI e ti restano 10 rate, ricevi 9.000 € in unica soluzione.
C’è però una regola che cambia i conti. La NASpI mensile si riduce del 3% ogni mese a partire dal quinto mese di fruizione. Questa decurtazione progressiva si applica anche nel calcolo dell’anticipazione. L’INPS calcola l’importo residuo tenendo conto di questa riduzione graduale.
In pratica: se hai già percepito 6 rate, le rate che ti restano valgono meno di quelle iniziali perché la riduzione mensile è già scattata. L’anticipo che ricevi riflette questa progressione, non il valore originario pieno.
Importante: l’importo è lordo ai fini fiscali. In fase di dichiarazione dei redditi, pagherai l’IRPEF su quella somma come se fosse reddito da lavoro dipendente. Tienilo in conto prima di fare piani su come usare i soldi.
Tabella: esempio pratico con diversi scenari
| Importo mensile NASpI | Rate residue | Importo lordo anticipazione |
|---|---|---|
| 1.200 € | 12 | 14.400 € (stima, con riduzioni progressive) |
| 900 € | 8 | 7.200 € (stima, con riduzioni progressive) |
| 600 € | 6 | 3.600 € (stima, con riduzioni progressive) |
| 1.000 € | 20 | 20.000 € (stima, con riduzioni progressive) |
Le cifre in tabella sono stime orientative. L’INPS calcola l’importo esatto in sede di istruttoria, applicando la riduzione del 3% mese su mese a partire dal quinto.
Quando conviene chiedere la NASpI anticipata
Non è sempre la scelta giusta. Dipende da quanto ti resta, da quando vuoi aprire l’attività e da quanto liquido ti serve all’inizio.
Conviene se:
- Hai molte rate residue (indicativamente, più di 6-8 mesi)
- Hai bisogno di liquidità immediata per avviare l’attività
- Hai già un piano concreto di business e non vuoi aspettare i ratei mensili
- L’attività che vuoi aprire richiede un investimento iniziale significativo
Non conviene se:
- Hai poche rate residue: la somma totale è piccola e non cambia molto
- Non hai ancora deciso cosa fare: prendere i soldi senza un piano è rischioso
- Sei in una fascia IRPEF alta: la tassazione sull’importo complessivo può essere pesante rispetto alla tassazione sulle singole rate mensili
Su questo secondo punto vale una nota. Se percepisci le rate mensili, ogni mese ricevi una somma che si somma agli altri redditi. Se le prendi tutte insieme, quell’importo complessivo potrebbe farti saltare di scaglione IRPEF. Con 20.000 € in più in un anno, potresti pagare aliquota più alta su una parte della somma rispetto a quello che avresti pagato mese per mese. Vale la pena fare un calcolo preventivo con un commercialista prima di decidere.
Come fare domanda: passo passo
La domanda si presenta online sul portale INPS. Non puoi andare allo sportello a presentarla di persona come unica opzione: il canale principale è digitale.
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Verifica di avere i requisiti. Controlla di essere in corso di NASpI, che la tua NASpI non sia già terminata e che non abbia ancora aperto la partita IVA.
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Calcola l’importo residuo. Vai nel fascicolo previdenziale su inps.it, controlla quante rate ti restano e qual è l’importo mensile. Fai il calcolo orientativo.
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Accedi a inps.it con SPID, CIE o CNS. Senza credenziali digitali non puoi procedere online. Se non le hai, il patronato può presentare la domanda per tuo conto.
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Trova il servizio giusto. Dal menu «Prestazioni e servizi» vai su «Servizi» e cerca «NASpI anticipata» oppure «Incentivo autoimprenditorialità». Il percorso esatto può cambiare con gli aggiornamenti del portale.
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Compila la domanda. Inserisci il tipo di attività (lavoro autonomo individuale o cooperativa), la data prevista di avvio, gli altri dati richiesti.
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Invia e tieni il numero di protocollo. Dopo l’invio ricevi una ricevuta con il numero di protocollo. Conservala.
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Attendi l’istruttoria. L’INPS verifica i requisiti, calcola l’importo esatto e, se tutto è in regola, dispone il pagamento.
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Apri la partita IVA dopo l’accredito. L’ordine conta: prima la domanda, poi l’accredito, poi l’apertura formale dell’attività.
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Comunica l’avvio dell’attività entro 30 giorni. Dopo aver aperto la partita IVA all’Agenzia delle Entrate, comunica all’INPS l’avvio effettivo entro 30 giorni. È un obbligo, non un’opzione.
Puoi anche affidarti al patronato
Se hai difficoltà con il portale INPS o non sei sicuro di compilare correttamente, puoi rivolgerti a un patronato (CAF, CGIL, CISL, UIL, INCA e altri). Il servizio è gratuito. Il patronato presenta la domanda per tuo conto e può anche seguire l’istruttoria.
La comunicazione dei 30 giorni: non dimenticartela
È il punto che più spesso causa problemi. La legge impone che tu comunichi all’INPS l’avvio effettivo dell’attività entro 30 giorni dalla data di apertura della partita IVA.
Questa comunicazione non è automatica. Aprire la partita IVA all’Agenzia delle Entrate non equivale a comunicarlo all’INPS. Sono due atti separati.
Se non la fai, l’INPS può considerare decaduto il tuo diritto alla NASpI anticipata e chiederti di restituire le somme ricevute.
Come si fa la comunicazione:
- Tramite il portale INPS, nella stessa sezione da cui hai presentato la domanda
- Tramite patronato, che può inviarla per te
- Allegando copia dell’apertura della partita IVA (il modello AA9/12 dell’Agenzia delle Entrate)
Metti un promemoria sul calendario appena apri la partita IVA. Trenta giorni passano in fretta.
Cosa succede dopo: obblighi e vincoli
Una volta ricevuto l’anticipo e aperta la partita IVA, non hai vincoli sul tipo di attività che svolgi o sui guadagni che produci. La NASpI anticipata non è un contributo a fondo perduto con rendicontazione delle spese: è semplicemente la tua indennità di disoccupazione pagata tutta insieme.
Non devi dimostrare di aver investito i soldi in un certo modo. Non devi presentare business plan approvati. Non devi raggiungere soglie minime di fatturato.
L’unico obbligo è quello già citato: comunicare l’avvio entro 30 giorni.
Se chiudi la partita IVA poco dopo:
Non devi restituire nulla. La NASpI anticipata è un diritto già maturato, non un prestito condizionato alla continuità dell’attività. Se l’attività non va e decidi di chiudere, i soldi restano tuoi.
Se ricominci a lavorare come dipendente:
Tieni presente che la NASpI è già terminata. Non puoi tornare a percepirla, perché hai già incassato tutto. Se perdi il nuovo lavoro, dovrai maturare nuovi requisiti per una futura indennità.
NASpI anticipata e regime forfettario: cosa cambia
Molte persone che chiedono la NASpI anticipata aprono la partita IVA in regime forfettario. È una delle combinazioni più comuni, e funziona senza problemi particolari.
Nel regime forfettario paghi un’imposta sostitutiva del 15% (o del 5% per i primi cinque anni se sei una nuova attività). Questa imposta riguarda i redditi prodotti con la partita IVA.
La NASpI anticipata, invece, è tassata separatamente come reddito da lavoro dipendente, con le aliquote IRPEF ordinarie. Non rientra nel perimetro del forfettario.
Quindi in quell’anno avrai due redditi diversi con due tassazioni diverse:
- Il reddito da partita IVA forfettaria, tassato con l’imposta sostitutiva
- La NASpI anticipata, tassata con IRPEF ordinaria in dichiarazione dei redditi
Non è un problema, è solo qualcosa di cui tenere conto quando fai i conti. Un commercialista o un CAF possono aiutarti a capire l’impatto fiscale concreto nel tuo caso.
Errori frequenti da evitare
Aprire la partita IVA prima di fare domanda. È l’errore più comune. Se apri la partita IVA prima di presentare la domanda di NASpI anticipata, perdi il diritto. L’INPS considera che l’attività è già avviata e che non c’è più l’incentivo da erogare.
Non fare la comunicazione dei 30 giorni. Già detto, ma vale la pena ripeterlo. Tanti dimenticano o non sanno che è richiesta.
Confondere la NASpI anticipata con un contributo a fondo perduto. Non è un finanziamento agevolato. Non ci sono spese ammissibili o rendicontazioni da fare. È la tua indennità, pagata prima.
Non considerare la tassazione. Ricevere 15.000 € in un anno è diverso da ricevere 1.250 € al mese. L’impatto IRPEF può essere diverso. Calcolalo prima.
Aspettare troppo a lungo. Se aspetti di avere quasi finito le rate, l’importo che anticipi è piccolo e ne vale poco la pena. Meglio decidere per tempo.
Fonti ufficiali
- INPS — NASpI: incentivo per l’autoimprenditorialità
- INPS — Circolare NASpI e prestazioni a sostegno del reddito
- Decreto Legislativo 4 marzo 2015, n. 22 (art. 8) — Normattiva
- Agenzia delle Entrate — Apertura partita IVA, modello AA9/12
- INPS — Fascicolo previdenziale del cittadino
Le cose che chiedete più spesso
Quanto tempo ho per fare domanda di NASpI anticipata?
Devi presentare la domanda prima che scada il periodo di NASpI che ti spetta. Se aspetti troppo a lungo, perdi le rate non ancora percepite e non puoi più capitalizzare l’importo residuo. Conviene muoversi appena hai deciso di aprire la partita IVA.
Posso chiedere la NASpI anticipata se apro una SRL invece della partita IVA?
Sì, ma solo in un caso specifico: se entri come socio lavoratore in una cooperativa. Non vale per aprire una SRL ordinaria come socio non lavoratore. Il requisito è che tu lavori nell’attività, non che ci investa soltanto.
Se l’attività fallisce subito, devo restituire i soldi?
No. La NASpI anticipata non si restituisce anche se chiudi la partita IVA dopo poco. L’unico obbligo è comunicare all’INPS entro 30 giorni l’avvio dell’attività. Se non lo fai, l’INPS può chiederti indietro le somme.
La NASpI anticipata è tassata?
Sì. L’importo è considerato reddito da lavoro dipendente ai fini fiscali. La tassazione avviene in sede di dichiarazione dei redditi, con le aliquote IRPEF ordinarie. Non è esente da imposta come qualcuno pensa.
Posso lavorare mentre percepisco la NASpI anticipata?
Una volta incassata la liquidazione e aperta la partita IVA, puoi lavorare liberamente. L’attività autonoma è esattamente lo scopo per cui hai richiesto l’anticipo. Non percepirai più rate mensili di NASpI perché le hai già incassate tutte.
Quanto ci vuole dall’invio della domanda all’accredito?
L’INPS non ha un termine legale fisso, ma in genere l’istruttoria dura tra 30 e 60 giorni. I tempi variano in base al volume di pratiche della sede competente. Puoi monitorare lo stato nel fascicolo previdenziale online su inps.it.
Posso chiedere la NASpI anticipata se ho già ricevuto alcune rate mensili?
Sì. Puoi chiedere la capitalizzazione in qualsiasi momento durante il periodo di pagamento mensile. L’importo che ricevi sarà quello residuo: le rate già percepite vengono scalate dall’importo totale.
Questo contenuto ha finalità puramente informative e divulgative. Non costituisce consulenza legale né sostituisce il parere di un avvocato o di un professionista qualificato. Per la tua situazione specifica, rivolgiti a un professionista di fiducia.