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Calcolo NASpI: importo, durata e come funziona nel 2026

Come si calcola la NASpI nel 2026: formula ufficiale INPS, importo massimo, durata, decalage. Esempi concreti e passaggi spiegati chiaro.

· in questa guida
ultimo aggiornamento
11 giugno 2026
Revisione programmata: 08 dicembre 2026
Te lo
diciamo
subito.
Come si calcola la NASpI nel 2026: formula ufficiale INPS, importo massimo, durata, decalage. Esempi concreti e passaggi spiegati chiaro.

Come si calcola la NASpI nel 2026: importo, durata e decalage

Te lo diciamo noi: la NASpI si calcola sulla media della retribuzione imponibile degli ultimi quattro anni, applicando una percentuale che parte dal 75% e scende oltre una certa soglia. L’importo massimo nel 2026 è 1.550,42 euro lordi al mese. La durata dipende dai contributi versati negli ultimi quattro anni: un giorno di NASpI per ogni due settimane contributive.


Cosa devi sapere subito

  • L’importo NASpI nel 2026 non può superare 1.550,42 euro lordi mensili
  • Si calcola sulla retribuzione imponibile media degli ultimi quattro anni
  • La percentuale è il 75% fino a 1.425,22 euro; sopra quella soglia aggiungi il 25% sulla differenza
  • La durata massima è 24 mesi, non importa quanti contributi hai oltre quel limite
  • Dal settimo mese (nono se hai 55+ anni) l’importo scende del 3% ogni mese

La formula ufficiale INPS: come funziona davvero

La NASpI non è una percentuale fissa del tuo ultimo stipendio. È una media costruita su quattro anni, poi modificata da una formula progressiva. Ecco la logica, passo passo.

Passo 1 — Calcola la retribuzione media mensile

Somma tutta la retribuzione imponibile ai fini previdenziali degli ultimi quattro anni (52 settimane per ogni anno, quindi 208 settimane). Dividi per il numero di settimane con contribuzione. Moltiplica per 4,33 per avere il valore mensile.

Esempio concreto: hai lavorato continuativamente per quattro anni con una retribuzione lorda di 2.000 euro al mese. La tua retribuzione media mensile di riferimento è 2.000 euro.

Passo 2 — Applica la formula

La soglia di riferimento INPS nel 2026 è 1.425,22 euro mensili (rivalutata annualmente in base all’indice ISTAT).

  • Se la tua retribuzione media è uguale o inferiore a 1.425,22 euro: NASpI = 75% di quella cifra
  • Se la tua retribuzione media supera 1.425,22 euro: NASpI = 75% di 1.425,22 + 25% della differenza tra la tua retribuzione e 1.425,22

Riprendendo l’esempio con 2.000 euro mensili:

75% di 1.425,22 = 1.068,92 euro
25% di (2.000 - 1.425,22) = 25% di 574,78 = 143,70 euro
NASpI lorda = 1.068,92 + 143,70 = 1.212,62 euro al mese

Passo 3 — Controlla il tetto massimo

Se il risultato supera 1.550,42 euro, l’importo si ferma lì. Non importa quanto guadagnavi.


Quanto dura la NASpI: il calcolo dei contributi

La durata si calcola così: 1 settimana di NASpI ogni 2 settimane contributive negli ultimi quattro anni. Il tetto massimo è 24 mesi.

Carta alla mano:

Settimane contributive negli ultimi 4 anniDurata NASpI
26 (minimo per accedere)3 mesi
526 mesi
10412 mesi
15618 mesi
208 o più24 mesi

Il minimo per avere diritto alla NASpI è 13 settimane contributive negli ultimi quattro anni. Sotto quel minimo non si accede.


Il decalage: quando e quanto scende l’importo

A partire dal settimo mese di fruizione, l’importo mensile si riduce del 3% ogni mese. Il meccanismo si chiama decalage e lo prevede l’articolo 4 del D.Lgs. 22/2015.

Se hai 55 anni o più al momento in cui presenti la domanda, la riduzione parte dal nono mese.

Esempio con 1.212,62 euro iniziali:

Mese di fruizioneImporto lordo mensile
Da 1 a 61.212,62 euro
Mese 71.176,24 euro (-3%)
Mese 81.140,95 euro (-3%)
Mese 91.106,72 euro (-3%)
Mese 12999,91 euro
Mese 18811,16 euro
Mese 24651,45 euro

La riduzione è cumulativa e si applica sull’importo del mese precedente, non su quello iniziale.


I contributi che contano: cosa include e cosa esclude il calcolo

Non tutte le settimane di lavoro valgono allo stesso modo. Contano le settimane con contribuzione effettiva versata all’INPS per lavoro dipendente o assimilato. Non contano i periodi in cui:

  • hai ricevuto la NASpI in passato (quei contributi sono già stati “consumati”)
  • hai percepito altre indennità di disoccupazione
  • hai lavorato come autonomo puro (senza contribuzione INPS gestione separata ordinaria)

Contano invece:

  • i periodi di lavoro dipendente a tempo indeterminato, determinato, apprendistato
  • i periodi di lavoro in somministrazione
  • i periodi di congedo parentale obbligatorio
  • i periodi di malattia con integrazione INPS
  • i contributi figurativi da servizio militare, in alcuni casi

Se hai dubbi su quali settimane hai maturato, puoi verificarlo su MyINPS → Estratto Conto Previdenziale. Ci sono tutte le settimane, mese per mese.


Come si calcola la NASpI se hai lavorato a part-time o con retribuzioni variabili

Qui il calcolo diventa più articolato. INPS divide la retribuzione imponibile totale per il numero effettivo di settimane lavorate, non per 52. Questo protegge chi ha avuto periodi di lavoro a orario ridotto.

Se hai lavorato part-time a 20 ore su 40, la tua retribuzione mensile era la metà. INPS calcola la media sulle settimane effettive, quindi il risultato finale rifletterà quella retribuzione ridotta.

Se hai avuto retribuzioni variabili — ad esempio con premi, straordinari o periodi a tempo pieno alternati a part-time — INPS somma tutto e divide per le settimane totali. Il tredicesimo entra nel calcolo: viene spalmato in dodicesimi mensili.

Il modo più affidabile per sapere il tuo importo esatto prima di perdere il lavoro è il simulatore NASpI sul sito INPS. Inserisci la tua retribuzione e i periodi contributivi: ti dà importo e durata stimati.


Come si calcola la durata se hai già usato la NASpI in passato

INPS scala i contributi già “consumati” in precedenti domande. I periodi utilizzati per una NASpI precedente non si contano di nuovo.

In pratica: se hai ricevuto NASpI per 12 mesi su un rapporto di lavoro, quei 24 mesi di contributi (che hanno generato i 12 mesi di NASpI) non sono più disponibili per una domanda futura. INPS tiene traccia di tutto nell’estratto conto.

Se tra una NASpI e l’altra hai lavorato e accumulato nuovi contributi, quelli invece contano integralmente per la domanda successiva.


NASpI e tasse: quanto ricevi davvero in busta

La NASpI è un reddito imponibile ai fini IRPEF. INPS applica una ritenuta fiscale in acconto, ma la tassazione definitiva avviene in dichiarazione dei redditi.

In sintesi:

  • INPS trattiene l’IRPEF in via provvisoria, applicando le aliquote ordinarie
  • A fine anno, in fase di dichiarazione, si calcola il saldo effettivo
  • Se hai avuto altri redditi nell’anno (lavoro, pensione, affitti), la somma complessiva determina lo scaglione IRPEF definitivo

Non esiste un’aliquota fissa NASpI: dipende dalla tua situazione fiscale complessiva. Se la NASpI è il tuo unico reddito, l’imposta è spesso bassa o nulla grazie alle detrazioni per lavoro dipendente e assimilato.


Fonti ufficiali


Le cose che chiedete più spesso

Quando arriva il primo pagamento della NASpI?

Il primo pagamento arriva di solito entro 30 giorni dall’accoglimento della domanda. INPS eroga mensilmente, in via posticipata. Se la domanda è incompleta o ci sono verifiche in corso, i tempi si allungano. Tieni d’occhio il Fascicolo Previdenziale su MyINPS.

La NASpI si calcola sullo stipendio lordo o netto?

Si calcola sulla retribuzione imponibile ai fini previdenziali, che è la retribuzione lorda al netto di alcune voci non soggette a contributi. In pratica è quasi sempre la retribuzione lorda indicata in busta paga. Non è il netto che ricevi sul conto.

Cosa succede se trovo un lavoro part-time durante la NASpI?

Puoi cumulare NASpI e reddito da lavoro dipendente part-time, ma devi comunicarlo a INPS entro 30 giorni dall’assunzione. La NASpI si riduce in proporzione alle ore lavorate. Se non comunichi, rischi la decadenza e la restituzione di quanto percepito.

Il decalage scatta sempre dopo i 6 mesi?

Sì, il decalage del 3% al mese scatta dal primo giorno del settimo mese di fruizione. Se hai 55 anni o più al momento della domanda, scatta dal primo giorno del nono mese. Non dipende dall’importo, ma dalla durata maturata.

Posso ricevere la NASpI in un’unica soluzione?

Sì. Se vuoi avviare un’attività autonoma o una cooperativa, puoi chiedere la liquidazione anticipata dell’intera NASpI residua in un’unica soluzione. La domanda va presentata a INPS prima di iniziare l’attività, altrimenti perdi il diritto.

Il tredicesimo e il TFR entrano nel calcolo?

Il TFR non rientra nel calcolo della retribuzione di riferimento. Il tredicesimo, invece, viene ripartito mensilmente: un dodicesimo del suo importo annuo si aggiunge alla retribuzione media mensile su cui si calcola la NASpI.

Cosa succede alla NASpI se mi ammalo?

La malattia non sospende la NASpI, ma la sostituisce con l’indennità di malattia INPS, se hai i requisiti. In quel periodo la NASpI è sospesa. I giorni di malattia scalano comunque dalla durata totale della NASpI.


Ultimo aggiornamento: 11 giugno 2026. Aggiornati importo massimo e soglia di calcolo sulla base della rivalutazione ISTAT 2026. Prossima revisione prevista: dicembre 2026.

★ Fonti ufficiali consultate
Le informazioni di questa guida si basano su fonti istituzionali verificate.

Le cose che chiedete più spesso

Q.01 «Quando arriva il primo pagamento della NASpI?» +
Te lo diciamo noi: Il primo pagamento arriva di solito entro 30 giorni dall'accoglimento della domanda. INPS eroga mensilmente, in via posticipata. Se la domanda è incompleta o ci sono verifiche in corso, i tempi si allungano. Tieni d'occhio il Fascicolo Previdenziale su MyINPS.
Q.02 «La NASpI si calcola sullo stipendio lordo o netto?» +
Te lo diciamo noi: Si calcola sulla retribuzione imponibile ai fini previdenziali, che è la retribuzione lorda al netto di alcune voci non soggette a contributi. In pratica è quasi sempre la retribuzione lorda indicata in busta paga. Non è il netto che ricevi sul conto.
Q.03 «Cosa succede se trovo un lavoro part-time durante la NASpI?» +
Te lo diciamo noi: Puoi cumulare NASpI e reddito da lavoro dipendente part-time, ma devi comunicarlo a INPS entro 30 giorni dall'assunzione. La NASpI si riduce in proporzione alle ore lavorate. Se non comunichi, rischi la decadenza e la restituzione di quanto percepito.
Q.04 «Il decalage scatta sempre dopo i 6 mesi?» +
Te lo diciamo noi: Sì, il decalage del 3% al mese scatta dal primo giorno del settimo mese di fruizione. Se hai 55 anni o più al momento della domanda, scatta dal primo giorno del nono mese. Non dipende dall'importo, ma dalla durata maturata.
Q.05 «Posso ricevere la NASpI in un'unica soluzione?» +
Te lo diciamo noi: Sì. Se vuoi avviare un'attività autonoma o una cooperativa, puoi chiedere la liquidazione anticipata dell'intera NASpI residua in un'unica soluzione. La domanda va presentata a INPS prima di iniziare l'attività, altrimenti perdi il diritto.
Q.06 «Il tredicesimo e il TFR entrano nel calcolo?» +
Te lo diciamo noi: Il TFR non rientra nel calcolo della retribuzione di riferimento. Il tredicesimo, invece, viene ripartito mensilmente: un dodicesimo del suo importo annuo si aggiunge alla retribuzione media mensile su cui si calcola la NASpI.
Q.07 «Cosa succede alla NASpI se mi ammalo?» +
Te lo diciamo noi: La malattia non sospende la NASpI, ma la sostituisce con l'indennità di malattia INPS, se hai i requisiti. In quel periodo la NASpI è sospesa. I giorni di malattia scalano comunque dalla durata totale della NASpI.
⚠ Nota importante Le informazioni contenute in questa guida hanno scopo divulgativo e sono aggiornate alla data indicata. Non sostituiscono il parere di un professionista (commercialista, avvocato, consulente del lavoro, patronato) per casi specifici. Per procedure che cambiano frequentemente, verifica sempre sul sito ufficiale dell'ente di riferimento prima di agire. chitelodice.it non è un ente pubblico e non ha responsabilità sulle decisioni prese sulla base di queste informazioni.