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Marca temporale firma: cos'è e quando serve davvero

Cos'è la marca temporale su una firma digitale, quando è obbligatoria, quanto costa e come si applica. Guida pratica aggiornata 2026.

· in questa guida
ultimo aggiornamento
10 giugno 2026
Revisione programmata: 07 dicembre 2026
Te lo
diciamo
subito.
Cos'è la marca temporale su una firma digitale, quando è obbligatoria, quanto costa e come si applica. Guida pratica aggiornata 2026.

Marca temporale sulla firma digitale: cos’è e quando ti serve

Te lo diciamo noi: la marca temporale è una certificazione elettronica che prova quando hai firmato un documento. Senza di essa, se il certificato di firma digitale scade o viene revocato, non si riesce più a dimostrare che la firma era valida nel momento giusto. AgID regolamenta i gestori autorizzati a rilasciarla, e il costo è contenuto.


Cosa devi sapere subito

  • La marca temporale certifica la data e l’ora esatta della firma, in modo verificabile e non modificabile
  • Senza marca temporale, una firma digitale può perdere valore legale dopo la scadenza del certificato
  • È obbligatoria in alcuni ambiti precisi: appalti pubblici, conservazione documentale a norma, alcune procedure giudiziarie
  • I gestori accreditati in Italia sono elencati da AgID nel registro TSA (Trust Service Authority)
  • Applicarla richiede meno di un minuto, dal software che probabilmente già usi

Cos’è una marca temporale e perché esiste

Una firma digitale certifica che sei stato tu a firmare. Ma non dice quando hai firmato, non in modo tecnicamente verificabile da terzi.

Il problema è concreto. I certificati di firma digitale scadono, in genere ogni tre anni. Se un giudice, un ente pubblico o una controparte contrattuale deve verificare la tua firma cinque anni dopo, come dimostra che quel certificato era ancora valido nel momento della firma?

Senza un riferimento temporale certificato, la risposta è: non si può dimostrare con certezza.

La marca temporale risolve questo problema. È un dato elettronico generato da un server certificato — chiamato TSA, acronimo di Timestamp Authority — che registra in modo crittograficamente sicuro il momento esatto in cui il documento esisteva in quella forma. Il server TSA è gestito da un soggetto accreditato, terzo rispetto alle parti, riconosciuto per legge.

In italiano: è come un timbro notarile sull’orario, ma digitale, verificabile da chiunque e valido in tutta l’Unione Europea grazie al regolamento eIDAS (UE) 910/2014.


Quando la marca temporale è obbligatoria

Non serve sempre. La legge la richiede in contesti specifici.

Appalti pubblici. I documenti di gara firmati digitalmente devono avere la marca temporale. Il Codice degli Appalti e le relative linee guida ANAC lo prevedono esplicitamente per garantire che le offerte siano state presentate entro i termini.

Conservazione a norma. Il processo di conservazione documentale previsto dal CAD (Codice dell’Amministrazione Digitale, art. 44) e dalle Linee guida AgID sulla conservazione richiede che i documenti siano marcati temporalmente. Senza, l’archivio non è considerato conforme.

Atti con effetti nel tempo. Contratti, scritture private, atti di cessione con scadenze o condizioni pluriennali: in questi casi la marca temporale è tecnicamente facoltativa per legge, ma praticamente indispensabile per evitare contestazioni future.

Alcune procedure giudiziarie e notarili. Il Processo Civile Telematico prevede il deposito di atti firmati e marcati temporalmente. Verifica sempre le regole tecniche del procedimento specifico.

In tutti gli altri casi d’uso quotidiano — firma di una mail, di un modulo interno, di una comunicazione semplice — non è obbligatoria. Ma se il documento deve valere a distanza di anni, applicarla ti tutela.


Come funziona tecnicamente (senza entrare nei dettagli inutili)

Quando applichi la marca temporale, il tuo software di firma invia al server TSA un’impronta digitale del documento — non il documento stesso, solo un codice matematico univoco che lo rappresenta. Il server TSA restituisce questa impronta firmata con il proprio certificato e con l’orario certificato.

Il risultato viene aggiunto al file firmato. Chi verifica il documento in futuro può:

  1. Calcolare l’impronta del documento e confrontarla con quella nella marca temporale: se coincidono, il documento non è stato modificato dopo la firma
  2. Verificare il certificato TSA tramite l’elenco AgID: se il TSA era accreditato a quell’ora, la marca è valida
  3. Leggere l’orario certificato e confrontarlo con le date rilevanti del caso

Tutto questo avviene in automatico nei software di verifica firma, come Dike GoSign o ArubaSign. In pratica vedi una schermata verde con data e ora confermata.


Come si applica la marca temporale passo passo

L’operazione è rapida. Ecco come si fa con i software più comuni in Italia.

  1. Apri il software di firma digitale che già usi: ArubaSign, Dike GoSign, FirmaOK o equivalente. Apri il file già firmato o quello che stai per firmare.
  2. Seleziona l’opzione marca temporale. Nei menu trovi voci come «Aggiungi timestamp», «Marca temporale» o simili. In alcuni software puoi applicarla contestualmente alla firma, in un unico passaggio.
  3. Inserisci le credenziali del servizio TSA. Sono le stesse del tuo account gestore. Se hai Aruba, usi le credenziali Aruba. Se hai Infocert, usi quelle Infocert.
  4. Conferma l’operazione. Il software si connette al server TSA. Dura pochi secondi.
  5. Salva il file risultante. Non modificarlo, non riaprirlo per aggiunte. La marca temporale è legata all’impronta di quel file esatto.

Se firmi e marchi in un unico passaggio, il software gestisce tutto in sequenza. Verifica nelle impostazioni che l’opzione sia abilitata prima di firmare.


I gestori accreditati in Italia: chi può rilasciarla

Non tutti i fornitori di timestamp sono accreditati. Per avere valore legale in Italia e nell’UE, la marca temporale deve provenire da un TSA incluso nell’elenco AgID dei prestatori di servizi fiduciari qualificati.

I principali gestori italiani che offrono anche il servizio di timestamping sono:

GestoreServizio di timestampingNote
Aruba PECSì, integrato in ArubaSignPacchetti da 100 marche in su
InfocertSì, integrato in Dike GoSignIncluso in alcuni abbonamenti
NamirialSì, tramite FirmaOKAnche per firma remota
Intesi GroupPrevalentemente per aziende
Poste ItalianeTramite piattaforma PosteCert

Carte alla mano: prima di acquistare un pacchetto separato, controlla se il tuo abbonamento firma digitale include già le marche temporali. Spesso ci sono 10-20 marche incluse nel contratto base.

L’elenco completo e aggiornato dei TSA accreditati è disponibile sul sito AgID. È l’unico riferimento affidabile: non fidarti di elenchi di terze parti.


Quanto costa la marca temporale

Il costo è contenuto rispetto al valore legale che aggiunge.

I modelli di prezzo più comuni:

  • Pacchetto a consumo: 20-30 euro per 100 marche temporali. Equivale a 20-30 centesimi a marca.
  • Abbonamento incluso: molti piani firma digitale includono un numero di marche temporali mensili o annuali senza costo aggiuntivo.
  • Acquisto singolo: alcuni gestori offrono la singola marca temporale a 50 centesimi - 1 euro, utile per usi occasionali.

Se usi la firma digitale principalmente per documenti con impatto legale pluriennale — contratti, atti, bilanci aziendali — un pacchetto da 100 marche temporali dura anni a un privato, qualche mese a un professionista con volume sostenuto.


Firma digitale scaduta: la marca temporale ti salva (o no)

Questo è il caso pratico che interessa di più.

Il tuo certificato di firma digitale scade. Hai firmato un contratto tre anni fa, il certificato valeva allora, ma ora è scaduto. La controparte o un giudice contesta la validità della firma.

Con la marca temporale applicata prima della scadenza: puoi dimostrare che al momento della firma il certificato era valido. La marca temporale è la prova. La firma tiene.

Senza la marca temporale: tecnicamente non puoi provare che la firma è avvenuta mentre il certificato era ancora valido. Potresti usare altri mezzi di prova (comunicazioni email, log di sistema), ma è un terreno incerto e litigioso.

La regola pratica è semplice: se firmi un documento destinato a durare più di un anno, applica la marca temporale prima che il file lasci le tue mani.


Marca temporale e conservazione documentale

Se gestisci un archivio documentale — per un’azienda, uno studio professionale, un ente — la questione si complica un po’.

Le marche temporali hanno anch’esse una durata: dipende dagli algoritmi crittografici usati dal TSA, generalmente tra i 10 e i 20 anni. Quando si avvicina la scadenza, il responsabile della conservazione deve applicare una nuova marca temporale all’archivio complessivo, prima che la precedente perda validità.

In italiano: stai firmando la firma, per dimostrare che era valida anche quando la tecnologia di allora non sarà più verificabile con quella di domani.

Questo processo si chiama conservazione a lungo termine o long-term validation (LTV) ed è gestito automaticamente dai sistemi di conservazione a norma certificati AgID. Se usi uno di questi sistemi, non devi pensarci tu direttamente.

Se invece conservi i documenti in modo artigianale su un server o un NAS, devi tenerne traccia tu. In quel caso valuta un servizio di conservazione a norma: il risparmio a breve termine non vale il rischio a lungo termine.


Cosa non fa la marca temporale

Per completezza, alcune cose che la marca temporale non garantisce.

Non autentica il firmatario. Certifica quando è avvenuta la firma, non chi era davanti al computer. L’identità del firmatario è garantita dal certificato di firma digitale, non dal timestamp.

Non impedisce la falsificazione del documento a monte. Se qualcuno altera il documento prima che tu lo firmi e lo marchi, la marca temporale certifica la versione alterata. La verifica dell’integrità riguarda ciò che esiste al momento del timestamp.

Non è una raccomandata. Non prova che il documento è stato ricevuto da qualcuno. Per quello serve la PEC o un sistema di notifica certificata.

Non sostituisce un avvocato. Se hai dubbi sulla validità legale di un documento specifico in un contesto giuridico particolare, la marca temporale è uno strumento tecnico. Il giudizio sul valore probatorio in quel caso concreto spetta a un professionista legale.


Fonti ufficiali


Le cose che chiedete più spesso

La marca temporale è obbligatoria su tutte le firme digitali?

No. È obbligatoria solo in alcuni contesti specifici: appalti pubblici, conservazione a norma, alcuni atti notarili e procedure giudiziarie. In tutti gli altri casi è opzionale ma fortemente consigliata se il documento deve valere a lungo.

Cosa succede se la firma digitale scade prima del documento?

Senza marca temporale, una firma scaduta perde valore legale: tecnicamente non si riesce più a verificare che fosse valida al momento della firma. Con la marca temporale applicata prima della scadenza, la firma rimane valida anche dopo.

Quanto costa una marca temporale?

Dipende dal gestore. I pacchetti standard partono da circa 20-25 euro per 100 marche temporali. Alcuni gestori la includono negli abbonamenti alla firma digitale. Il singolo timestamp può costare pochi centesimi se acquistato in bundle.

Posso applicare la marca temporale da solo, senza un commercialista?

Sì. La applichi direttamente dal software di firma che già usi: ArubaSign, Dike GoSign, FirmaOK. Devi avere un account attivo con un gestore accreditato e crediti o abbonamento sufficienti. Non serve nessun intermediario.

La marca temporale funziona anche sui file PDF firmati?

Sì. Funziona su qualunque formato firmato digitalmente: PDF, P7M, XML. Il timestamp viene aggiunto al file esistente senza modificarne il contenuto.

Dove trovo l’elenco dei gestori di marca temporale accreditati?

Sul sito AgID, nella sezione «Prestatori di servizi fiduciari qualificati». È l’elenco ufficiale aggiornato dei TSA autorizzati in Italia. Non usare elenchi di terze parti: potrebbero essere incompleti o non aggiornati.

Quante marche temporali posso applicare allo stesso documento?

Tecnicamente quante vuoi. In pratica ha senso applicarne una sola, al momento della firma. In casi particolari, come archivi a lungo termine, si aggiunge una seconda marca temporale prima che la prima scada, per garantire la continuità della validità nel tempo.


Ultimo aggiornamento: 10 giugno 2026. Aggiornati i riferimenti ai gestori accreditati e le indicazioni sui costi medi di mercato. Prossima revisione prevista: dicembre 2026.

★ Fonti ufficiali consultate
Le informazioni di questa guida si basano su fonti istituzionali verificate.

Le cose che chiedete più spesso

Q.01 «La marca temporale è obbligatoria su tutte le firme digitali?» +
Te lo diciamo noi: No. È obbligatoria solo in alcuni contesti specifici: appalti pubblici, conservazione a norma, alcuni atti notarili e procedure giudiziarie. In tutti gli altri casi è opzionale ma fortemente consigliata se il documento deve valere a lungo.
Q.02 «Cosa succede se la firma digitale scade prima del documento?» +
Te lo diciamo noi: Senza marca temporale, una firma scaduta perde valore legale: tecnicamente non si riesce più a verificare che fosse valida al momento della firma. Con la marca temporale applicata prima della scadenza, la firma rimane valida anche dopo.
Q.03 «Quanto costa una marca temporale?» +
Te lo diciamo noi: Dipende dal gestore. I pacchetti standard partono da circa 20-25 euro per 100 marche temporali. Alcuni gestori la includono negli abbonamenti alla firma digitale. Il singolo timestamp può costare pochi centesimi se acquistato in bundle.
Q.04 «Posso applicare la marca temporale da solo, senza un commercialista?» +
Te lo diciamo noi: Sì. La applichi direttamente dal software di firma che già usi (ArubaSign, Dike, FirmaOK). Devi avere un account attivo con un gestore accreditato e crediti o abbonamento sufficienti. Non serve nessun intermediario.
Q.05 «La marca temporale funziona anche sui file PDF firmati?» +
Te lo diciamo noi: Sì. Funziona su qualunque formato firmato digitalmente: PDF, P7M, XML. Il timestamp viene aggiunto al file esistente senza modificarne il contenuto.
Q.06 «Dove trovo l'elenco dei gestori di marca temporale accreditati?» +
Te lo diciamo noi: Sul sito AgID, nella sezione «Prestatori di servizi fiduciari qualificati». È l'elenco ufficiale aggiornato dei TSA (Trust Service Authority) autorizzati in Italia.
Q.07 «Quante marche temporali posso applicare allo stesso documento?» +
Te lo diciamo noi: Tecnicamente quante vuoi. In pratica ha senso applicarne una sola, al momento della firma. In casi particolari, come archivi a lungo termine, si aggiunge una seconda marca temporale prima che la prima scada.
⚠ Nota importante Le informazioni contenute in questa guida hanno scopo divulgativo e sono aggiornate alla data indicata. Non sostituiscono il parere di un professionista (commercialista, avvocato, consulente del lavoro, patronato) per casi specifici. Per procedure che cambiano frequentemente, verifica sempre sul sito ufficiale dell'ente di riferimento prima di agire. chitelodice.it non è un ente pubblico e non ha responsabilità sulle decisioni prese sulla base di queste informazioni.