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EUDI Wallet e privacy: cosa cambia davvero per i tuoi dati

EUDI Wallet e privacy: chi vede i tuoi dati, cosa condividi e cosa no, e come funziona la protezione garantita dal regolamento europeo eIDAS 2.

· in questa guida
ultimo aggiornamento
06 giugno 2026
Revisione programmata: 03 dicembre 2026
Te lo
diciamo
subito.
EUDI Wallet e privacy: chi vede i tuoi dati, cosa condividi e cosa no, e come funziona la protezione garantita dal regolamento europeo eIDAS 2.

EUDI Wallet e privacy: cosa cambia davvero per i tuoi dati

Te lo diciamo noi: con EUDI Wallet condividi solo i dati che decidi tu, quando lo decidi tu. Nessun archivio centrale raccoglie le tue informazioni. Il regolamento europeo eIDAS 2 — in vigore dal maggio 2024 — costruisce il portafoglio attorno al principio di minimizzazione dei dati. Non è marketing: è un requisito tecnico e giuridico vincolante.


Cosa devi sapere subito

  • I tuoi documenti restano sul tuo dispositivo, non su un server centrale
  • Condividi solo gli attributi che scegli, non l’intero documento
  • Il portafoglio funziona senza rivelare la tua identità completa, se non necessario
  • eIDAS 2 impone la conformità al GDPR come condizione, non come opzione
  • Puoi revocare i consensi già concessi in qualsiasi momento

Come funziona EUDI Wallet con i tuoi dati

Il funzionamento è diverso da come siamo abituati a pensare ai documenti digitali.

Oggi, quando carichi una foto della carta d’identità su un sito, gli dai tutto: nome, cognome, data di nascita, indirizzo, numero del documento. Il sito vede più di quello che gli serve. Non ha alternativa tecnica.

EUDI Wallet funziona diversamente. Ogni documento è scomposto in attributi verificabili. Nome è un attributo. Data di nascita è un attributo. Numero documento è un attributo. Quando un ente ti chiede di identificarti, non riceve il documento intero: riceve solo gli attributi che gli hai autorizzato a vedere.

Esempio concreto: entri in un bar che chiede verifica dell’età. Non serve che il barista sappia come ti chiami o dove abiti. Con EUDI Wallet puoi condividere solo l’attributo «maggiore di 18 anni: sì», senza nome, senza data di nascita, senza nient’altro. Questo si chiama divulgazione selettiva ed è una delle garanzie fondamentali di eIDAS 2.


Chi vede davvero i tuoi dati

Tre attori sono coinvolti ogni volta che usi il portafoglio: tu, l’ente che chiede i dati (chiamato “relying party” nel linguaggio tecnico, ovvero parte che si fida), e il gestore del portafoglio.

Vediamo cosa vede ciascuno.

Tu vedi tutto ciò che c’è nel portafoglio. Vedi anche un registro delle presentazioni: quando hai condiviso dati, con chi, quali attributi.

L’ente che chiede i dati vede solo gli attributi che gli hai autorizzato in quella sessione. Non può accedere al portafoglio in autonomia, non può aggirare la tua autorizzazione, non può salvare più di quanto la legge gli permette (qui si applica il GDPR ordinario).

Il gestore del portafoglio — cioè l’app che installi sul telefono, che in Italia sarà resa disponibile dallo Stato secondo quanto previsto da eIDAS 2 — tecnicamente non vede i dati che scambi con gli enti. Il protocollo crittografico è costruito per escluderlo dalla transazione. Non è una promessa: è l’architettura del sistema.

Carte alla mano: le specifiche tecniche dell’EUDI Wallet Architecture and Reference Framework (ARF), pubblicate dalla Commissione europea, impongono il principio di non collegabilità delle transazioni. In italiano: il gestore non può mettere in relazione due presentazioni diverse che hai fatto con lo stesso portafoglio. Non sa che hai usato il portafoglio lunedì per accedere al tuo fascicolo sanitario e mercoledì per verificare la tua identità su un sito privato.


Cosa dice eIDAS 2 sulla privacy: i principi vincolanti

Il regolamento (UE) 2024/1183 — che modifica eIDAS 1 e introduce l’obbligo per gli Stati di offrire il portafoglio digitale — elenca principi precisi. Non sono dichiarazioni di intenti. Sono requisiti che ogni portafoglio certificato deve rispettare per ottenere la marcatura di conformità.

I principali sono questi.

Minimizzazione dei dati. Il portafoglio deve consentire la divulgazione selettiva degli attributi. Un ente non può pretendere più dati di quelli strettamente necessari allo scopo.

Riservatezza delle transazioni. Il gestore del portafoglio non può tracciare gli usi che il titolare fa del portafoglio.

Non ripudio e non falsificabilità. I dati condivisi sono crittograficamente verificabili. L’ente che riceve un attributo può verificarne l’autenticità senza dover chiamare un database centrale.

Portabilità e revoca. Il titolare può cancellare le credenziali dal portafoglio, revocare i consensi già concessi, migrare verso un portafoglio diverso senza perdere i dati.

Chi te lo dice davvero: l’articolo 5a del regolamento eIDAS 2 e le specifiche tecniche dell’ARF, disponibili sul sito della Commissione europea.


La differenza con SPID: più controllo nelle tue mani

Se usi già SPID, la differenza vale la pena di capirla.

Con SPID, ogni volta che accedi a un servizio, il gestore SPID (Poste, Aruba, TIM, ecc.) sa che ti sei autenticato, su quale servizio, a che ora. È un intermediario che partecipa attivamente alla transazione. Questo non è necessariamente un problema — i gestori SPID sono accreditati AgID e soggetti al GDPR — ma è un dato di fatto.

Con EUDI Wallet, il gestore del portafoglio non partecipa alla presentazione. Vedi la differenza nella tabella qui sotto.

SPIDEUDI Wallet
Chi sa che ti sei autenticatoIl gestore SPIDSolo te e l’ente
Dati condivisiQuelli previsti dal profilo di accessoSolo gli attributi che autorizzi
Tracciamento delle sessioniPossibile da parte del gestoreArchitetturalmente escluso
Utilizzo fuori dall’ItaliaSolo su servizi italianiTutta l’UE
Obbligo di usoNoNo

SPID non sparirà a breve. AgID ha confermato che SPID resterà operativo in parallelo. EUDI Wallet è un’aggiunta, non una sostituzione forzata.


Cosa succede quando un ente privato usa il tuo portafoglio

eIDAS 2 prevede che anche i soggetti privati — banche, compagnie assicurative, piattaforme online — possano richiedere l’identificazione tramite EUDI Wallet. Qui la questione privacy si fa più concreta.

Quando un privato ti chiede di identificarti con il portafoglio, si applicano due strati di protezione.

Il primo è tecnico: il portafoglio ti mostra esattamente cosa l’ente sta richiedendo, attributo per attributo. Puoi rifiutare o accettare solo in parte.

Il secondo è giuridico: l’ente privato deve essere registrato come relying party autorizzato. Non basta che abbia un sito web. Deve rispettare il GDPR, deve avere una base giuridica per trattare i dati che riceve, e deve dichiarare lo scopo prima che tu autorizzi la condivisione.

Se un ente privato raccoglie più dati di quelli necessari o li usa per scopi diversi da quelli dichiarati, si applica il GDPR ordinario. La sanzione è quella del GDPR: fino al 4% del fatturato annuo globale o 20 milioni di euro, la cifra più alta tra le due.

Il Garante per la protezione dei dati personali è l’autorità di controllo competente in Italia. Il suo sito ufficiale raccoglie le linee guida sull’applicazione del GDPR ai nuovi strumenti di identità digitale.


Come gestire le impostazioni privacy del portafoglio

Quando il portafoglio italiano sarà disponibile, queste sono le operazioni che potrai fare in autonomia.

  1. Vai nelle impostazioni dell’app e apri la sezione dedicata alla privacy
  2. Controlla gli attributi associati a ogni documento caricato
  3. Prima di ogni presentazione, leggi cosa l’ente sta chiedendo e decidi cosa autorizzare
  4. Dopo la presentazione, il portafoglio registra la transazione nel log
  5. Se vuoi revocare un consenso già dato, torna nel log e seleziona la transazione
  6. Se perdi il telefono, accedi al portale del gestore con le tue credenziali e blocca il portafoglio

Queste funzioni non sono opzionali: eIDAS 2 le impone come requisiti di conformità per qualsiasi portafoglio certificato.


I rischi reali e come sono gestiti

Nessun sistema è infallibile. Vale la pena dirlo senza allarmismi, ma anche senza sminuire.

Rischio: furto o compromissione del dispositivo. I dati nel portafoglio sono protetti da crittografia e da autenticazione biometrica o PIN. Un ladro che ha il tuo telefono non può aprire il portafoglio senza la tua biometria o il tuo PIN. Puoi anche bloccare le credenziali da remoto.

Rischio: vulnerabilità dell’app. Come qualsiasi software, il portafoglio può avere falle. La Commissione europea ha istituito un processo di certificazione continuo e un programma di segnalazione delle vulnerabilità. Gli aggiornamenti sono obbligatori per mantenere la certificazione.

Rischio: enti che raccolgono più dati del necessario. La divulgazione selettiva limita il rischio tecnico, ma non elimina quello umano. Un ente può salvare i dati che riceve e usarli in modo improprio. Qui entra in gioco il GDPR. La protezione non è solo nell’architettura del portafoglio: è anche nei controlli del Garante.

Rischio: profilazione tramite correlazione di transazioni. Se usi il portafoglio spesso con lo stesso ente privato, quell’ente accumula una storia delle tue identificazioni. Questo è legale se ha la base giuridica, ma deve dichiararlo. Il principio di non collegabilità vale per il gestore del portafoglio, non per i singoli enti con cui interagisci.


Fonti ufficiali


Le cose che chiedete più spesso

EUDI Wallet raccoglie e memorizza tutti i miei dati?

No. EUDI Wallet non raccoglie dati su un server centrale. I tuoi documenti restano sul tuo dispositivo. Condividi solo ciò che scegli di condividere, ogni volta che lo scegli. Il gestore del portafoglio non ha accesso al contenuto delle tue transazioni.

Chi può vedere cosa c’è nel mio EUDI Wallet?

Nessuno può accedere al contenuto del portafoglio senza il tuo consenso esplicito. Non lo Stato, non il gestore dell’app, non l’ente a cui presenti il documento. Ognuno vede solo i dati che hai autorizzato, nella sessione in cui li hai autorizzati.

EUDI Wallet è obbligatorio?

No. Il regolamento eIDAS 2 obbliga gli Stati membri a offrirlo ai cittadini entro il 2026, ma l’uso è sempre volontario. Nessuna norma europea o italiana può importi di usarlo. Puoi continuare con SPID, CIE o i metodi tradizionali.

Se mostro la patente digitale, l’ente con cui interagisco vede anche gli altri miei documenti?

No. Vede solo i dati che hai scelto di condividere in quella specifica sessione. Il portafoglio è progettato per isolare ogni presentazione. Una transazione, un consenso, niente di più.

EUDI Wallet è conforme al GDPR?

Sì. eIDAS 2 è stato costruito in coerenza con il GDPR. La Commissione europea ha coinvolto le autorità di protezione dei dati europee — incluso il Garante italiano — nella progettazione delle specifiche tecniche. Conformità GDPR è un requisito di certificazione, non un’opzione.

Cosa succede se perdo il telefono con il portafoglio dentro?

I dati nel portafoglio sono protetti da PIN o biometria. Se perdi il dispositivo, puoi bloccare o revocare le credenziali accedendo al portale del gestore. I documenti originali restano validi: la patente cartacea non smette di funzionare se blocchi quella digitale.

EUDI Wallet funziona anche fuori dall’Italia?

Sì. Il punto centrale di eIDAS 2 è la mutua riconoscibilità tra Stati membri. Se sei in Germania, in Francia o in qualsiasi altro Paese UE, puoi usare il tuo EUDI Wallet italiano per identificarti presso enti pubblici e privati che lo accettano.


Ultimo aggiornamento: 6 giugno 2026. In questa revisione abbiamo aggiornato i riferimenti alle specifiche tecniche ARF nella versione pubblicata dalla Commissione europea nella primavera 2026.

Le cose che chiedete più spesso

Q.01 «EUDI Wallet raccoglie e memorizza tutti i miei dati?» +
Te lo diciamo noi: No. EUDI Wallet non raccoglie dati su un server centrale. I tuoi documenti restano sul tuo dispositivo. Condividi solo ciò che scegli di condividere, ogni volta che lo scegli.
Q.02 «Chi può vedere cosa c'è nel mio EUDI Wallet?» +
Te lo diciamo noi: Nessuno può accedere al contenuto del portafoglio senza il tuo consenso esplicito. Non lo Stato, non il gestore dell'app, non l'ente a cui presenti il documento. Vedi solo i dati che hai autorizzato.
Q.03 «EUDI Wallet è obbligatorio?» +
Te lo diciamo noi: No. Il regolamento eIDAS 2 obbliga gli Stati membri a offrirlo ai cittadini entro il 2026, ma l'uso è sempre volontario. Nessuno ti può costringere a usarlo.
Q.04 «Se mostro la patente digitale, l'ente con cui interagisco vede anche altri miei documenti?» +
Te lo diciamo noi: No. Vede solo i dati che hai scelto di condividere in quella specifica sessione. Il portafoglio è costruito per isolare ogni presentazione: una transazione, un consenso.
Q.05 «EUDI Wallet è conforme al GDPR?» +
Te lo diciamo noi: Sì. Il regolamento eIDAS 2 è stato costruito in coerenza con il GDPR. La Commissione europea ha coinvolto le autorità di protezione dei dati europee nella progettazione delle specifiche tecniche.
Q.06 «Cosa succede se perdo il telefono con il portafoglio dentro?» +
Te lo diciamo noi: I dati nel portafoglio sono protetti da PIN o biometria. Se perdi il dispositivo, puoi bloccare o revocare le credenziali dall'account del gestore. I documenti originali restano validi.
Q.07 «EUDI Wallet funziona anche fuori dall'Italia?» +
Te lo diciamo noi: Sì. Il punto centrale di eIDAS 2 è che il portafoglio europeo funzioni in tutti gli Stati membri. Se vai in Germania o in Francia, puoi usare il tuo EUDI Wallet italiano per identificarti.
⚠ Nota importante Le informazioni contenute in questa guida hanno scopo divulgativo e sono aggiornate alla data indicata. Non sostituiscono il parere di un professionista (commercialista, avvocato, consulente del lavoro, patronato) per casi specifici. Per procedure che cambiano frequentemente, verifica sempre sul sito ufficiale dell'ente di riferimento prima di agire. chitelodice.it non è un ente pubblico e non ha responsabilità sulle decisioni prese sulla base di queste informazioni.