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Dichiarazione precompilata 2026: come accedere e inviare

Come accedere alla dichiarazione precompilata 2026 e inviarla online: procedura passo passo, cosa serve e cosa fare se qualcosa va storto.

· in questa guida
ultimo aggiornamento
13 maggio 2026
Revisione programmata: 09 novembre 2026
Te lo
diciamo
subito.
Come accedere alla dichiarazione precompilata 2026 e inviarla online: procedura passo passo, cosa serve e cosa fare se qualcosa va storto.

Come accedere e inviare la dichiarazione precompilata 2026

Te lo diciamo noi: accedere e inviare la dichiarazione precompilata 2026 richiede circa 20-30 minuti se i dati sono già corretti, qualcosa in più se devi aggiungere o correggere voci. Ti servono credenziali SPID, CIE o CNS, i tuoi documenti fiscali a portata di mano e un IBAN se non hai un sostituto d’imposta. La procedura si fa tutta su agenziaentrate.gov.it.


Cosa devi avere a portata di mano

  • Credenziali di accesso: SPID (livello 2), CIE con PIN e smartphone NFC, oppure CNS con lettore di smart card
  • Certificazione Unica (CU): quella che ti ha consegnato il datore di lavoro o l’ente pensionistico
  • Documenti delle spese detraibili: ricevute mediche, quietanze del mutuo, ricevute di premi assicurativi, spese per istruzione
  • IBAN del tuo conto corrente (se non hai un sostituto d’imposta che gestisce rimborsi in busta paga)
  • Codice fiscale dei familiari a carico (figli, coniuge), se applicabile
  • 30 minuti di tempo senza fretta, in un posto tranquillo

Cos’è la dichiarazione precompilata e chi può usarla

La dichiarazione precompilata è il modello 730 (o Redditi PF) che l’Agenzia delle Entrate compila per te usando i dati che ha già ricevuto da terzi: datore di lavoro, INPS, banche, farmacie, strutture sanitarie, enti previdenziali.

Puoi usarla se sei un lavoratore dipendente o pensionato. Dal 2020 può accedervi anche chi presenta il modello Redditi PF, quindi anche autonomi e titolari di partita IVA in alcuni casi, anche se per loro la procedura può essere più articolata.

Non sei obbligato a usarla. Puoi sempre rivolgerti a un CAF o a un professionista abilitato. Ma se la tua situazione è semplice, inviarla da solo è più veloce e non costa nulla.


Come fare passo passo

1. Accedi all’area riservata dell’Agenzia delle Entrate

Vai su agenziaentrate.gov.it e clicca su “Accedi ai servizi” in alto a destra.

Scegli il metodo di accesso:

  • SPID: inserisci le tue credenziali e approva la notifica sull’app del gestore
  • CIE: avvicina la carta al telefono NFC e inserisci il PIN quando richiesto
  • CNS: inserisci la smart card nel lettore e digita il PIN

Attenzione: se usi SPID, ti serve il livello 2 (username, password e codice temporaneo). Il livello 1 non è sufficiente per questo servizio.

2. Apri la tua dichiarazione precompilata

Una volta dentro l’area riservata, vai su “Dichiarazione precompilata” nel menu dei servizi oppure usa la ricerca interna.

Clicca su “Visualizza la dichiarazione 2026” (quella relativa ai redditi 2025).

Il sistema carica il modello con tutti i dati già inseriti: redditi da lavoro o pensione, ritenute, detrazioni per carichi di famiglia, spese sanitarie tracciate, interessi sul mutuo, premi assicurativi e altro.

3. Controlla i dati presenti

Questa è la parte più importante. Non saltarla.

Scorri ogni sezione e confronta con i documenti che hai a disposizione:

  • Redditi e ritenute: confronta con la CU che hai ricevuto. Importi, codice fiscale del sostituto, periodo di lavoro.
  • Spese sanitarie: il sistema raccoglie i dati dal Sistema Tessera Sanitaria. Controlla che ci siano tutte le spese che ricordi. Se hai acquistato farmaci senza tessera sanitaria o hai pagato visite private in contanti, quei dati non ci sono.
  • Mutuo prima casa: verifica che gli interessi passivi siano presenti e corretti.
  • Figli e familiari a carico: controlla codici fiscali e percentuali di carico.

Attenzione: un dato assente non è un errore del sistema — può semplicemente significare che nessuno lo ha trasmesso. Devi aggiungerlo tu.

4. Scegli se accettare, integrare o modificare

Dopo il controllo, hai tre opzioni:

  • Accetta senza modifiche: se tutto è corretto e completo. Vai direttamente al passo 6.
  • Integra: aggiungi voci che mancano ma non tocchi quelle già presenti.
  • Modifica: correggi dati errati o elimina voci non pertinenti.

Se accetti senza modifiche, l’Agenzia delle Entrate non può fare accertamenti documentali sui dati già presenti nella dichiarazione. Questa protezione si applica solo ai dati che non hai toccato.

5. Compila i dati mancanti o correggi quelli errati

Clicca “Modifica” e intervieni sulle sezioni che richiedono attenzione.

Esempi di voci che spesso mancano o vanno integrate:

  • Spese mediche non tracciate: visite specialistiche pagate senza passare dal Sistema Tessera Sanitaria, occhiali, apparecchi ortodontici
  • Spese di istruzione: università, asilo nido, scuole private paritarie
  • Ristrutturazioni edilizie e risparmio energetico: se hai fatto lavori in casa negli anni precedenti e stai ancora detraendo le rate
  • Erogazioni liberali: donazioni a ONLUS, partiti, enti religiosi

Il sistema ricalcola in automatico il risultato fiscale ogni volta che aggiungi o modifichi una voce.

Attenzione: le spese mediche sono detraibili al 19% sulla parte che supera 129,11 euro. Il sistema fa il calcolo da solo, ma devi inserire l’importo lordo totale.

6. Controlla il risultato: rimborso o saldo a debito

Prima di inviare, guarda il riquadro riassuntivo finale.

  • Credito IRPEF (rimborso): l’importo che ti spetta. Ti verrà erogato dal datore di lavoro in busta paga (se hai un sostituto d’imposta) o dall’Agenzia delle Entrate direttamente sul conto.
  • Debito IRPEF (saldo): l’importo che devi versare. Puoi pagare in un’unica soluzione entro il 30 giugno 2026, oppure a rate (con interessi dello 0,33% mensile) fino a novembre 2026.

7. Indica il sostituto d’imposta o inserisci l’IBAN

Se sei dipendente con datore di lavoro attivo: indica il datore di lavoro come sostituto d’imposta. Gestirà il rimborso o la trattenuta direttamente in busta paga nei mesi estivi.

Se sei pensionato: l’INPS (o l’ente pensionistico) funziona da sostituto. Il rimborso arriva sulla pensione di agosto o settembre.

Se non hai un sostituto d’imposta (contratto scaduto, disoccupazione, ecc.): inserisci l’IBAN del tuo conto corrente. Il rimborso arriva direttamente lì, di solito entro la fine dell’anno.

Attenzione: l’IBAN deve essere intestato o cointestato a te. Se inserisci un IBAN di un’altra persona, il sistema potrebbe rifiutarlo.

8. Invia la dichiarazione

Clicca “Invia la dichiarazione”.

Il sistema ti mostra un riepilogo finale. Leggilo prima di confermare. Clicca “Conferma e invia”.

Ricevi una ricevuta con numero di protocollo. È la prova che la dichiarazione è stata presentata. Salvala: scarica il PDF o annotati il numero di protocollo. Potrebbe servirti in caso di contestazioni o verifiche future.


Cosa fare se qualcosa va storto

Non riesci ad accedere con SPID o CIE

Controlla che le credenziali siano attive e non scadute. Se usi SPID, verifica che l’app del gestore sia aggiornata e che il telefono abbia connessione. Se usi la CIE con NFC, avvicina la carta lentamente al retro del telefono — la posizione esatta cambia da modello a modello.

Se il problema persiste, prova un browser diverso (Chrome o Firefox aggiornati funzionano meglio di Internet Explorer o Safari datati).

La dichiarazione non si apre o il sistema dà errore

Può capitare nei primi giorni di apertura del servizio, quando il sito è sotto carico. Aspetta qualche ora e riprova. Se l’errore persiste per più di un giorno, segnalalo tramite il form di assistenza su agenziaentrate.gov.it oppure chiama il numero verde 800.90.96.96 (gratuito da rete fissa, attivo dal lunedì al venerdì).

Mancano dati che sai di avere (es. spese sanitarie)

Non tutte le spese finiscono automaticamente nella precompilata. Alcune strutture sanitarie o professionisti non trasmettono i dati al Sistema Tessera Sanitaria (è loro obbligo, ma non sempre avviene correttamente). In questo caso, aggiungi tu la spesa manualmente. Tieni il documento originale per almeno 5 anni in caso di controllo.

Hai inserito un dato sbagliato e hai già inviato

Non è un problema irrecuperabile. Puoi presentare una dichiarazione rettificativa: accedi di nuovo al servizio, seleziona “Presenta dichiarazione integrativa”, correggi i dati e invia di nuovo. Se la correzione ti porta a un maggior debito, devi pagare la differenza più le sanzioni ridotte tramite ravvedimento operoso.

Non sai se accettare o modificare una voce

Se hai dubbi su una voce specifica — ad esempio un importo che non corrisponde a quello che ricordi — confronta con la documentazione originale (CU, estratto conto, ricevute). Se il dubbio rimane, contatta il numero verde dell’Agenzia delle Entrate o rivolgiti a un CAF. Meglio perdere un’ora che inviare una dichiarazione sbagliata.

Il pagamento con F24 non va a buon fine

Se hai un debito IRPEF e il pagamento tramite addebito diretto sul conto fallisce (saldo insufficiente, IBAN errato), ricevi una notifica. Hai tempo di regolarizzare entro la scadenza. Vai sul portale, verifica i dati bancari inseriti e riprova. Se hai già superato la scadenza, puoi ancora pagare con il ravvedimento operoso.


Le scadenze 2026 da tenere a mente

EventoData
Dichiarazione disponibile per la consultazione30 aprile 2026
Apertura invio (modello 730)15 maggio 2026
Scadenza invio modello 73030 settembre 2026
Scadenza invio modello Redditi PF31 ottobre 2026
Primo pagamento saldo/acconto IRPEF (senza proroga)30 giugno 2026
Scadenza rate (con maggiorazione 0,33%/mese)Novembre 2026

Vale la pena farlo da soli o meglio il CAF?

Dipende dalla tua situazione.

Fallo da solo se:

  • Hai solo reddito da lavoro dipendente o pensione
  • Non hai modifiche significative da apportare
  • Sei a tuo agio con i servizi online

Rivolgiti a un CAF o professionista se:

  • Hai redditi da più fonti (lavoro dipendente + affitti + partecipazioni in società)
  • Hai situazioni fiscali particolari (separazione, eredità, contribuenti con disabilità)
  • Devi detrarre spese complesse che non sai come classificare
  • Hai dubbi su voci che potrebbero generare controlli

Il CAF è gratuito per i lavoratori dipendenti e pensionati con reddito sotto certi limiti. Per gli altri, i costi variano ma di solito si aggirano tra 30 e 80 euro.


Fonti ufficiali


Domande frequenti

Quando si può inviare la dichiarazione precompilata 2026? La dichiarazione precompilata 2026 (relativa ai redditi 2025) è disponibile per la consultazione dal 30 aprile 2026. Puoi inviarla dal 15 maggio 2026 al 30 settembre 2026 se scegli il modello 730, oppure entro il 31 ottobre 2026 se usi il modello Redditi PF.

Devo per forza usare un CAF o posso inviare da solo? Puoi inviare da solo direttamente sul sito dell’Agenzia delle Entrate, senza intermediari e senza costi. Se la tua situazione è semplice — lavoro dipendente, nessuna integrazione complessa — è la strada più rapida. Il CAF ti serve se hai correzioni articolate o non ti senti sicuro della procedura.

Cosa succede se accetto la precompilata senza controllare? Se accetti e invii senza modifiche, l’Agenzia delle Entrate non può fare accertamenti documentali sui dati già presenti nella dichiarazione. Se però ci sono errori nei dati trasmessi da terzi (datore di lavoro, banca, ecc.), la responsabilità rimane di chi ha trasmesso quei dati, non tua. Ma controllare rimane la cosa più prudente.

Posso modificare i dati già presenti nella precompilata? Sì, puoi integrare, correggere o eliminare qualsiasi voce. Se apporti modifiche, perdi la protezione dagli accertamenti sulle voci che hai toccato. Non perdi nulla sulle voci che lasci invariate: quelle restano protette.

Cosa succede se non invio la dichiarazione entro la scadenza? Hai 90 giorni aggiuntivi dalla scadenza per presentare una dichiarazione tardiva, pagando una sanzione ridotta tramite ravvedimento operoso (di solito l’1,67% del tributo dovuto). Oltre i 90 giorni, la dichiarazione è considerata omessa e le sanzioni salgono in modo significativo.

Posso delegare qualcuno ad accedere alla mia precompilata? Sì. Puoi delegare un familiare convivente o un intermediario abilitato (CAF, consulente del lavoro, commercialista). La delega si registra online nell’area riservata dell’Agenzia delle Entrate, oppure di persona in qualsiasi ufficio territoriale dell’Agenzia.

Ho un rimborso IRPEF: quando lo ricevo? Se sei dipendente e invii il 730 entro luglio, il rimborso arriva in busta paga a partire da luglio-agosto, erogato dal datore di lavoro. Se sei pensionato, lo ricevi nella pensione di agosto o settembre. Se non hai un sostituto d’imposta, il rimborso arriva direttamente sul conto bancario che hai indicato, di solito entro fine anno.


Ultimo aggiornamento: 13 maggio 2026. Articolo aggiornato con le scadenze e le modalità operative della campagna dichiarativa 2026 (redditi 2025).

Le cose che chiedete più spesso

Q.01 «Quando si può inviare la dichiarazione precompilata 2026?» +
Te lo diciamo noi: La dichiarazione precompilata 2026 (relativa ai redditi 2025) è disponibile per la consultazione dal 30 aprile 2026. Puoi inviarla dal 15 maggio 2026 al 30 settembre 2026 se scegli il modello 730, oppure entro il 31 ottobre 2026 se usi il modello Redditi PF.
Q.02 «Devo per forza usare uno CAF o posso inviare da solo?» +
Te lo diciamo noi: Puoi inviare da solo direttamente sul sito dell'Agenzia delle Entrate, senza intermediari. Se la tua situazione è semplice — lavoro dipendente, nessuna integrazione da fare — è la strada più rapida. Il CAF ti serve se hai correzioni complesse o non ti senti sicuro.
Q.03 «Cosa succede se accetto la precompilata senza controllare?» +
Te lo diciamo noi: Se accetti e invii senza modifiche, l'Agenzia delle Entrate non può fare accertamenti sui dati già presenti nella dichiarazione. Se però ci sono errori nei dati inseriti da terzi (datore di lavoro, banca, ecc.), la responsabilità rimane di chi ha trasmesso quei dati, non tua.
Q.04 «Posso modificare i dati già presenti nella precompilata?» +
Te lo diciamo noi: Sì. Puoi integrare, correggere o eliminare qualsiasi voce. Se apporti modifiche, perdi la protezione dagli accertamenti sui dati che hai toccato. Non perdi nulla sulle voci che lasci invariate.
Q.05 «Cosa succede se non invio la dichiarazione entro la scadenza?» +
Te lo diciamo noi: Hai 90 giorni di tempo aggiuntivo dalla scadenza per presentare una dichiarazione tardiva, pagando una sanzione ridotta tramite ravvedimento operoso. Oltre i 90 giorni, la dichiarazione è considerata omessa e le sanzioni aumentano sensibilmente.
Q.06 «Posso delegare qualcuno ad accedere alla mia precompilata?» +
Te lo diciamo noi: Sì. Puoi delegare un familiare o un intermediario abilitato (CAF, consulente del lavoro, commercialista). La delega si registra online nell'area riservata dell'Agenzia delle Entrate oppure di persona in un qualsiasi ufficio.
Q.07 «Ho un rimborso IRPEF: quando lo ricevo?» +
Te lo diciamo noi: Se sei dipendente e invii il 730 entro luglio, il rimborso arriva in busta paga a partire da luglio-agosto, erogato dal tuo datore di lavoro. Se sei pensionato, lo ricevi nella pensione di agosto o settembre. I tempi variano in base alla data di invio.
⚠ Nota importante Le informazioni contenute in questa guida hanno scopo divulgativo e sono aggiornate alla data indicata. Non sostituiscono il parere di un professionista (commercialista, avvocato, consulente del lavoro, patronato) per casi specifici. Per procedure che cambiano frequentemente, verifica sempre sul sito ufficiale dell'ente di riferimento prima di agire. chitelodice.it non è un ente pubblico e non ha responsabilità sulle decisioni prese sulla base di queste informazioni.